• Quando si finisce di leggere il romanzo e si va col pensiero ai romanzi di un altro scrittore (e agli anni in cui non gli assegnavano l'atteso Nobel per la letteratura),
si capisce il mezzo “perché”: aver scritto una storia non convincente e comunque un po' squallida e dall'insignificante senso finale.
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L'augurio del genietto di Sororgne è che allo scrittore in questione – di cui tace prudentemente il nome – il Nobel venga riconosciuto... secondo i suoi meriti. •